Carmen


“Si tratta della mia prima vera produzione, in cui ho investito tutto me stesso come artista.”

Alla prima nazionale della Carmen di José Perez su musiche di Bizet, il 14 settembre 2015 al Teatro Romano di Benevento, era presente il critico di Giornale della Danza, che ha poi raccontato lo “splendido lavoro” e “straordinario successo di critica e di pubblico” (record di sold out: ha superato la capienza massima del teatro, 1800 posti) di uno spettacolo in cui José si è messo in gioco a trecentosessanta gradi, come interprete e coreografo, in una rilettura moderna e senza tempo del capolavoro ottocentesco.

“Si tratta della mia prima vera produzione, in cui ho investito tutto me stesso come artista,” confessava José allora. Ad oltre un anno di distanza, possiamo affermare che Perez ha rischiato e vinto alla grande. Oggi, Carmen è in tournée per tutta Italia. A Milano e Merate, il don José di Perez è affiancato dalla Carmen di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta nel ruolo di Escamillo, con i danzatori della compagnia Jas Ballet e René De Cárdenas come assistente alla coreografia.

Quest’ultima, di grande impatto scenico, è complessa e composita, percorsa da impulsi contrastanti, fra i motivi zingareschi e festosi e l’incalzare della suspense, del dramma e del fato.

“La storia – scrive la critica di una produzione recente –, già di per sé bellissima, è resa ancor più coinvolgente dal tocco sapiente di José Perez, un artista poliedrico e multiforme, che in quest’opera celebra la vita di tutti i giorni, l’umano sentire, l’amore, la morte, il tempo in un capolavoro trascinante ed avvincente.”

Sinossi


La Carmen di Jose Perez è un lavoro incentrato sul concetto di modernità.
La piazza dove si svolge l’azione potrebbe essere in qualunque luogo, Oriente o Occidente, con personaggi contemporanei. La diversità tra i personaggi è riportata all’attualità, per essere poi superata in un concetto di abbattimento delle barriere sociali. La lotta tra le sigaraie è simbolo della lotta per il territorio che potrebbe essere in ogni dove, non ha una collocazione storica precisa.
Anche il tempo non esiste, è come annullato, il giorno e la notte sono uguali, la sera è uguale alla mattina, tutta l’azione scenica si svolge in una continuità che fa da sfondo ad una dimensione in cui il concetto di spazio e tempo assumono un’importanza relativa per lasciare campo unicamente ai sentimenti dell’animo umano. In questo lavoro, delicato e al tempo stesso pregno di intensità emotiva, i valori simbolici di fondo sono la vita, l’umano sentire, l’amore, la morte.
Carmen si distingue come donna diversa, presuntuosa, fuori dagli schemi precostituiti, molto sicura, che non teme confronti e che vuole tutte le attenzioni su di sé. È sfrontata, consapevole della sua bellezza, non si lascia condizionare da nulla, sa di essere la più bella ed è ben consapevole del suo ascendente, non cede a compromessi, neanche quando va incontro al suo destino.
Don José inizialmente non si concede, mantiene il suo potere, resta un uomo autoritario, un soldato, determinato nella scelta di andare fino in fondo nel suo proposito. Non si espone ma è attratto da Carmen, il loro rapporto tuttavia non diventa mai profondo.
È un personaggio anche egoista, perché non vuole mescolarsi a donne come Carmen e non è neanche disposto a creare una vera relazione con lei, ma, nello stesso tempo, ammaliato dalla sua bellezza, vuole esercitare tutto il suo potere su di lei, portandolo fino alle estreme conseguenze.
Il personaggio di Micaela è rivisitato in questa versione moderna in cui non appare come la promessa sposa di José ma come un’amica di Carmen che ambisce ad essere come lei, una donna libera e indipendente e, nella speranza di riuscirci, si rende complice di José, informandolo di tutte le azioni di Carmen e richiedendo il suo intervento. Micaela è il trait d’union tra Carmen e José, un personaggio dunque molto particolare, presente quasi in ogni scena.
La centralità è tutta su Carmen che qui è personaggio assoluto, studiato in ogni minimo dettaglio, per rendere al massimo il senso di una donna moderna e decisa, ma nel contempo capace di provare amore e consapevole del suo ruolo umano in ogni istante, fino a quello estremo della morte. Con il suo fascino, dimostra di essere più forte del potere militare e la sua danza rappresenta la vittoria psicologica della donna e dell’amore senza regole sul soldato e sull’autorità.
José si spoglia dei gradi per diventare un uomo del popolo, in una dimensione in cui le differenze sociali sono azzerate. Il suo sentire diventa quello di un uomo comune, che non può fare più affidamento sul proprio potere militare per dominare gli eventi e il cui dramma interiore nasce proprio dal confronto sul piano prettamente umano con Escamillo, giovane toreador, elegante e vittorioso nell’arena, che fa innamorare la bella Carmen. Tuttavia, José, pur non indossando più la divisa, resta un animo austero, intrappolato in rigidi schemi, incapace di gestire il confronto con il rivale e con la libertà di Carmen, che non è solo la libertà dalle catene della prigione, ma una libertà di spirito che destabilizza totalmente l’uomo-soldato, incapace di adeguarsi ad una vita in cui non sono più le sue armi a dettar legge.
Dal conflitto interiore di José scaturisce la decisione di uccidere Carmen nella piena consapevolezza che, togliendole la vita, non sarà neanche più sua. Il processo di elaborazione dell’atto di pugnalarla nasce dall’inconscio ma viene portato a termine con lucidità cosciente, nel momento di unione fisica con Carmen, uno dei momenti più alti dello spettacolo, in cui amore e morte si sovrappongono totalmente. Eros e Thanatos, trasposizione simbolica in danza della dualità della mente umana, da sempre combattuta tra due istinti opposti, la vita e la sua negazione.