Chi sono


“Avevo poco meno di nove anni e tutto avrei pensato tranne ad un provino per il balletto…”

Marzo pazzerello, dice il proverbio…  Era il 5 marzo del 1976 quando nacqui e devo aver respirato l’aria un po’ birba di stagione a pieni polmoni, perché da subito fui un autentico discolo.  Non stavo mai fermo, figuriamoci quando iniziai a camminare.  Chi mi trovava più: stavo da mattina a sera fuori casa a giocare con gli amici del quartiere, un rione popolare della capitale cubana.  Appena le mie capacità motorie si affinarono un minimo, mi diedi alla break dance, sempre per strada, con grande sconforto di mia mamma che temeva per il mio futuro. Temeva e sperava, poiché un giorno che le capitò di osservarmi in azione mentre mi esibivo in questo nuovo gioco, notò che mi veniva piuttosto naturale.  Per combinazione, poco tempo dopo, si trovò ad ascoltare un messaggio radiofonico che invitava tutti i bambini dell’Avana e del paese a partecipare alle selezioni per futuri ballerini della Escuela Nacional Cubana de Ballet, la Scuola di Danza Nazionale Alejo Carpentier, la più prestigiosa dell’isola e la più grande scuola di danza classica al mondo. Avevo poco meno di nove anni e tutto avrei pensato tranne ad un provino per il balletto: non sarei stato meno stupito se mi avessero confidato di volermi lanciare su Marte – ed Exomars era ben al di là da venire.  Per convincermi a lasciare i compagni di marachelle per un giorno, mia sorella mi disse che era in palio un corso di arti marziali, ed ecco che fui subito pronto a dare il meglio di me.  Potete figurarvi la mia sorpresa quando, entrando nella scuola, mi ritrovai sperduto in un mare di bambine e bambini in tutù e calzamaglie. Fu solo molti giorni dopo che seppi il loro numero: mezzo migliaio di piccoli candidati.  Seppi anche di aver passato le selezioni, qualificandomi al secondo posto su cinquecento.  Fu così che ebbe termine la mia ‘carriera’ di scavezzacollo ed iniziò quella di ballerino.  Grazie alla mia famiglia.  E anche un po’ grazie alla mia terra. Cuba ama la danza classica; tanto.  La tradizione nell’isola ha radici profonde, e il pubblico capisce a occhi chiusi quando il ballerino sbaglia: è impressionante.  Si tratta di un pubblico intenditore, molto esigente.  Crescere in quella culla del balletto ti dà una marcia in più, ti tempra e ti prepara a crescere artisticamente e umanamente.

Nel 1996, mi diplomai e quella stessa estate venni invitato proprio qui in Italia per partecipare al concorso “Giovani Talenti”. Lo vinsi e venni scritturato dalla Compagnia del Teatro Nuovo di Torino con la qualifica di solista. Sempre quell’anno, vinsi la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Balletto dell’Avana e un altro oro al Grand Prix Uneal. L’anno dopo, vinsi il primo premio al Festival Internacional de Brasilia. Nel frattempo, era maturata in me la decisione di lasciare il mio paese per potermi confrontare con nuovi scenari, nuove culture e realtà che andavano aprendomi le porte… o meglio, i sipari.

Sipari come quello dell’Opera di Dresda, dove iniziai una bellissima esperienza come primo ballerino nel 1998, anno in cui tornai in Italia come étoile ospite al Maggio Musicale Fiorentino.

Nel luglio del 2003, entro a far parte delle stelle dello Scottish Ballet. Nel marzo del 2004, vengo invitato alla trasmissione Amici di Maria De Filippi e colgo l’occasione per ricevere di persona il Premio Gino Tani a Roma. L’Italia, nel frattempo, mi ha conquistato, e da settembre 2005, per sei anni, rimango con ‘la Maria nazionale’ in televisione, come uno dei ballerini professionisti di Amici, approfittandone per contribuire ad avvicinare gli italiani alla danza.

È paradossale che il balletto non sia popolare in Italia quanto nella mia terra natia, visto che qui siamo nella patria della musica e dell’arte – sento che molto sta cambiando, che i giovani oggi capiscono che il classico, in realtà, è molto, molto ‘rock’.

Questo apprezzamento crescente è una delle molte soddisfazioni che vivo ogni giorno, percorrendo in lungo e in largo questo paese, ospite di alcuni fra i maggiori teatri italiani, come il Teatro San Carlo di Napoli, dove, nel 2015, ho interpretato Otello sulle musiche di Dvořák e le coreografie di Fabrizio Monteverde, accanto alla Desdemona di Anbeta Toromani; oppure, fra il 2015 e il 2016, Lo Schiaccianoci di Mario Piazza per il Balletto di Roma, e Cenerentola al Teatro Massimo di Palermo.

Da qualche mese, sto portando in tournée la mia prima produzione, di cui sono coreografo, regista e interprete: Carmen, sulle musiche di Bizet; un altro piccolo tassello che mi mancava per avvicinarmi alla maturità artistica… Un puzzle variegato che comprende attività come il metodo che ho creato per un allenamento specifico per ballerini, HIIT Ballet, che unisce high intensity interval training, danza e pedane propriocettive Human Tecar Mat; o una mia linea di abbigliamento tecnico per la danza, prodotta da Coppelia, di prossima realizzazione.

Presto tornerò anche in televisione con la seconda stagione del junior talent su La5, Tra Sogno e Realtà, dove sarò nuovamente in giuria. Non mi dimentico che qualche annetto fa, a migliaia di miglia da qui, anch’io ho iniziato la mia vita per la danza un po’ come questi bambini.

E devo dire che, a quattro decenni da allora, il mio amore per questa disciplina rimane intatto. Come il mio entusiasmo.

IL MIO CV

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